Sentire nel corpo (di Aneesha Dillon)

Tra le terapie di Osho, Osho Pulsation Bodywork ha la fama di essere dura, aggressiva e catartica.

È vero che si tratta di un metodo ad alto livello energetico che usa tecniche che possono aiutare e, di fatto, aiutano le persone ad aprirsi a emozioni profonde e a rilasciare il loro dolore, la loro rabbia e le loro paure. Ma sentire ed esprimere emozioni non richiede un particolare sforzo da parte tua; piuttosto richiede la tua consapevolezza, presenza, sensibilità, volontà di respirare e la capacità di permettere alle tue emozioni di sorgere dall’interno.

Quindi è importante ricordare che la capacità di sentire ed entrare in contatto con emozioni e sentimenti autentici e profondi richiede tempo, pazienza e preparazione per il corpo e per il sistema energetico.

In cosa consiste questo lavoro preparatorio?

Il primo passo è portare la consapevolezza nel corpo per aiutare le persone ad “arrivare” nei loro corpi fisici in un modo tale che la loro attenzione e la loro consapevolezza siano focalizzate sulle sensazioni fisiche ed emotive, la sensazione del respiro che entra ed esce, entrando in contatto con il corpo dall’interno. Questo è il felt sense (sensazione sentita-percepita) descritto da Eugene Gendlin , fondatore del Focusing. Rivolgendo l’attenzione all’interno siamo nel qui e ora, nel momento presente, nel contatto con il corpo. E il corpo vive e respira solo in questo momento presente.

Con il grounding ci mettiamo in contatto con le gambe e i piedi per sentire la terra e il suo sostegno. Ci sono vari tipi di esercizi di radicamento, semplici ma efficaci, per i piedi, le gambe e il bacino che portano le persone rapidamente in contatto con i loro corpi. Entriamo in contatto gli uni con gli altri attraverso gli occhi e così sentiamo noi stessi più profondamente. Un tocco delle mani, un respiro più profondo e noi siamo pienamente nella presenza del qui e ora.

Un altro modo per portare consapevolezza nel corpo è focalizzare il respiro in tre aree essenziali del busto: prima la pancia, poi il diaframma e poi il petto. E sentire il corpo dall’interno quando il respiro tocca ogni angolo dei polmoni.

A volte, nelle prime ore dei miei gruppi invito le persone a stendersi a terra e a respirare in quello che chiamo il “tubo cavo”, uno spazio continuo e vuoto localizzato al centro del corpo e che si estende per tutta la lunghezza del busto, a cominciare dalla bocca e dalla gola e connette il petto, il diaframma e la pancia fino ad arrivare ai genitali. È attraverso questo tubo che noi sentiamo/immaginiamo/percepiamo il respiro che si muove su e giù, prima nella pancia, poi nel diaframma , poi nel petto. In Pulsation noi usiamo il respiro sia per energizzare il corpo che per portarvi consapevolezza.

C’è un disegno che utilizzo per aiutare le persone a capire alcune delle “mappe” energetiche che uso quando lavoro con il flusso della bio-energia dentro e attraverso il corpo. Nei gruppi e nei trainings insegno partendo da queste mappe e chi di voi ha partecipato a un mio gruppo negli ultimi 10-12 anni ha visto il disegno di quello che io chiamo il nostro “umanoide”. Dimostra innanzitutto la mia incapacità di disegnare ma, nel corso degli anni, ha acquisito anche una specie di carattere familiare e prevedibile che mi piace.

In questo disegno mostro due diverse mappe che possono supportare meglio il lavoro di Pulsation. Una è la corazza muscolare dei sette segmenti di Wilhelm Reich, indicata con delle linee verdi attraverso il corpo che lo dividono in sezioni. Reich descriveva come questi sette gruppi di muscoli agiscano come delle cinture o bende intorno al torso che possono aprirsi o chiudersi, in modo molto simile ai muscoli sfinterici del sistema digestivo, per permettere o per evitare il flusso di energia e di sensazioni, l’espressione emozionale attraverso il corpo.

Le tensioni croniche della repressione emozionale risiedono in questi muscoli e, quando muoviamo il corpo e respiriamo in queste tensioni, questi blocchi si allentano e le emozioni trattenute a lungo possono essere consapevolmente sentite, espresse e rilasciate. Entrando in contatto con le sensazioni, le emozioni, le tensioni ma anche con il piacere e il rilassamento nel corpo, entriamo in una più profonda connessione con noi stessi.

L’altra mappa mostrata in questo disegno è il sistema dei Chakras, scoperto ed esplorato dagli yogi e dai tantrici nell’antica India. I Chakras, indicati con dei cerchi colorati, assomigliano a dei vortici di energia che si muovono a spirale nel nucleo del corpo e sono fatti di una sostanza più sottile dei muscoli. In realtà i muscoli potrebbero essere considerati come il livello più esterno dei chakra, il livello fisico, materiale. I Chakras corrispondono esattamente ai segmenti muscolari e le loro attività energetiche risvegliano emozioni e impulsi proprio in quelle zone nel corpo fisico.

Molto spesso noi siamo in uno stato di disconnessione dal corpo e dalle emozioni. Siamo bloccati nella testa, stressati e tesi, viviamo nel rimpianto del passato e nella paura per il futuro. Non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo andati lontani da noi stessi. Queste mappe, e la realtà fisica che rappresentano, possono aiutarci a scoprire di nuovo la nostra interiorità basata sul felt sense che può essere conosciuta da ognuno di noi solo dall’interno.

Sensazioni ed emozioni sono sentite attraverso il corpo. Senza un corpo, probabilmente non esisterebbero sensazioni. Ogni onda di sensazioni che passa attraverso il corpo, ogni impulso ad agire, a esprimerci, scorre letteralmente attraverso i liquidi del corpo fisico e li mette in movimento. Più diventiamo sensibili a queste sensazioni interne, più saremo disponibili ad aprirci al sentire e a vivere una vita più autentica ed emozionalmente connessa.

(tratto da http://www.oshopulsation.com/article—feeling-in-to-the-body.html)